Per chi è nato dagli anni 2000 in poi forse la parola Walkman è qualcosa di poco noto, magari sentito qualche volta da genitori o amici più grandi. Per chi invece ha vissuto gli anni '80 e '90 da teenager soprattutto, il Walkman è stata una vera rivoluzione.
Nel titolo di questo articolo lascio intendere come questo oggetto abbia cambiato la musica, e forse alcuni di voi vorranno intendere quanto abbia cambiato il modo di fruirla, ma non è così, non solo almeno. Perchè il Walkman trasformò la musica da rito collettivo a momento di individualismo puro, di concentrazione ed anche isolamento dal mondo, laddove prima era stato proprio il contrario.

Il primo modello di Walkman lanciato dalla Sony nel 1979 era disponibile in diversi colori ed aveva un design molto semplice.
Nell'estate del 1979 questa scatoletta di plastica ribaltava il concetto del rituale legato alla musica, per due motivi. Quello più immediato è che ora l'ascolto diventava un fatto prettamente individuale, privato, in cui ritirarsi, nascondere le proprie passioni e anche riconoscere la propria individualità attraverso la musica che soltanto noi potevamo sentire. Il secondo è forse ancora più importante ed attuale, e sta nella possibilità, grazie alle cassette vergini che già esistevano da qualche anno, di realizzare i propri mix, le famose compilation che oggi chiamiamo più genericamente "playlist". Il Walkman sdoganò e fece diventare una moda incredibile prendere canzoni da più album diversi e farne una propria compilation. Un nuovo livello dell'individualismo sviluppato attraverso la musica, realizzarsi o regalare una selezione che portava la nostra firma e che richiedeva ore ed ore di tempo per essere concepita ed impressa su nastro.
Da quel momento in poi non fu più possibile tornare indietro. Musicisti e case discografiche dovettero tener conto di questo fenomeno ed i trend musicali ne furono fortemente influenzati, proprio come ora lo sono dallo streaming e dalle playlist, che stanno progressivamente facendo venir meno la necessità e la voglia di realizzare degli album completi. Per di più la cassetta ed il Walkman erano sinonimo di una nuova libertà, la libertà di portare i propri dischi e canzoni preferiti ovunque, cosa impossibile prima con i vinili o con gli stereo portatili che avevano dimensioni ragguardevoli.
E fu proprio per questo motivo che, dopo un avvio a dire il vero un po' lento, il Walkman superò ogni più rosea aspettativa di vendita. Un successo globale, imitato poi da innumerevoli altre aziende, che negli anni '80, grazie ad un nuovo periodo di consumismo e crescita, regalò all'industria discografica una seconda giovinezza, in attesa dell'arrivo del CD e del digitale che avrebbero di nuovo cambiato le carte in tavola.

Sony, incalzata dalla concorrenza, mise sul mercato un gran numero di modelli Walkman con funzioni e design via via sempre più avanzati.
Sony infatti guidò la transizione dal vinile ai formati più moderni, prima con il Walkman e le cassette e poi con il CD, realizzato in collaborazione con Philips. Ed è interessante vedere come venendo da invenzioni e strategie di enorme successo, abbia poi invece perso il treno di questo settore, puntando su formati - come il Mini Disc - che non riuscirono a sopravvivere, o sottovalutando nettamente l'impatto che avrebbe avuto la liquefazione digitale della musica attraverso la rete. Di fatto Apple soppiantò Sony con il lancio dell'iPod, e nonostante tutti gli sforzi fatti per rientrare in questo mercato, fu costretta a guardare da spettatore la crescita esplosiva di un nuovo mercato come quello degli album digitali e poi dello streaming. Sony aveva tutto, aveva la tecnologia, aveva una grande struttura di ricerca e sviluppo, la potenza economica, e aveva anche uno dei più grandi cataloghi discografici al mondo, avendo acquisito major del calibro di RCA, Columbia, CBS, Epic Records e molti altri, ma non seppe mettere assieme le cose, ed un business da miliardi di dollari le sfuggì dalle mani.
Oggi con lo streaming in grande ascesa, che però inizia a crescere via via di meno avvicinandosi al limite di saturazione dei mercati occidentali, è difficile dire cosa arriverà dopo, quale sarà il prossimo step per il mondo della musica, come fu il Walkman nel 1979, ma possiamo stare certi che un prossimo step ci sarà, e la storia di Sony ci insegna che i dominatori di oggi potrebbero non essere quelli di domani.